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Il sentirsi amati
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domenica 12 dicembre 2004 01:00

Incontro del 12 dicembre 2004

 

Quando ci salutammo verso il vespro,
non so se in sogno o veramente, Meride
mi baciò. Sì, ricordo tutto il resto:
le sue domande e tutte le risposte.
Solo del bacio mi rimane il dubbio.
Se il bacio è vero, come, fatto dio,
continuo a camminare sulla terra?

Stratone di Sardi, II sec. d. C.
in Antologia Palatina, XII, 177, trad. it. di S. Quasimodo

 

Spunti di Riflessione

Dal Cantico dei Cantici
(1,9-17)

LUI
O mia amata, tu mi sembri simile
alla cavalla del cocchio del faraone !
Quanto sono deliziose le tue guance tra gli
[ orecchini,
il tuo collo tra le collane di perle !
Ti faremo orecchini d'oro, incrostati
[ d'argento.
LEI
Mentre il re è sul suo divano,
il mio nardo emana il suo profumo.
Il mio amato è per me un sacchetto di mirra
che riposa tra i miei seni.
Il mio amato è per me un grappolo di Cipro
delle vigne di Engheddi.

LUI
Quanto sei incantevole mia amata,
quanto sei incantevole !
I tuoi occhi sono colombe.

LEI
Quanto sei incantevole mio amato, quanto sei
[ affascinante!
Il nostro letto è lussureggiante:
pareti della nostra casa sono i cedri,
nostro soffitto i cipressi.

(2,16)

LEI
Il mio amato è mio
ed io sono sua,
di lui che pasce il gregge tra i gigli.

(4,7-11)

LUI
Tutta incantevole tu sei, mia amata,
non c'è in te difetto !
Con me dal Libano, o sposa,
con me dal Libano, vieni !

Discendi dalle vette dell'Amana,
dalla vetta del Senir e dell'Hermon,
dalle tane dei leoni,
dai monti dei leopardi.
Mi hai rapito il cuore, sorella mia, sposa,
con un solo sguardo mi hai rapito il cuore,
con una sola perla della tua collana.
Come sono incantevoli i tuoi amori,
sorella mia, sposa,
quanto più soavi del vino i tuoi amori,
la fragranza del tuo profumo è superiore ad
[ ogni altro profumo.
Le tue labbra stillano nettare, o sposa,
c'è miele e latte sotto la tua lingua;
la fragranza delle tue vesti è come la
[ fragranza del Libano.

(8,5-7)

CORO
Chi è costei che sale dal deserto
Appoggiata al suo amato?

LEI
Sotto il melo ti ho svegliato,
là dove tua madre ti ha concepito,
là dove colei che ti ha concepito ti partorì.
Ponimi come sigillo sul tuo cuore,
come un sigillo sul tuo braccio
perché forte come la Morte è l'Amore,
inesorabile come gli inferi la passione:
le sue scintille sono scintille ardenti,
una fiamma divina !
Le grandi acque non possono spegnere
[ l'Amore
né i fiumi sommergerlo.
Se un uomo offrisse tutte le ricchezze della
[ sua casa
in cambio dell'Amore, otterrebbe solo
[ disprezzo.

Trad. it. di G. Ravasi, Cantico dei Cantici, Torino, Edizioni Paoline, 1990

Il Cammino nella Notte

CANCIONES DEL ALMA - CANTO DELL'ANIMA 

In una notte oscura,
con ansie d'amor tutta infiammata,
- o felice ventura! -
uscii né fu notata,
stando già la mia casa addormentata.

Al buio uscii e sicura,
per la scala segreta, travestita,
- o felice ventura! -
al buio e ben celata,
stando già la mia casa addormentata.

Nella felice notte
Segretamente senza esser veduta,
senza nulla vedere,
senza altra guida o luce
fuor di quella che in cuore mi riluce.

Questa mi conduceva,
più sicura che il sol del mezzogiorno,
là dove mi attendeva
chi bene io conoscevo
e dove nessun altro si vedeva.

Notte che mi hai guidato!
O notte amabil più dei primi albori!
O notte che mi hai congiunto
l'Amato con l'amata
l'amata nell'Amato trasformata!

Sul mio petto fiorito,
che intatto per lui solo avea serbato,
Ei posò addormentato
Mentre io lo vezzeggiava
E la chioma dei cedri il ventilava.

Degli alti merli l'aura,
quando i suoi capelli io discioglievo,
con la sua man leggera
il mio collo feriva
e tutti i sensi miei in sé rapiva.

Giacqui e mi obliai,
il volto sul Diletto reclinato;
tutto cessò, e posai,
ogni pensier lasciato
in mezzo ai gigli perdersi obliato.

da S. Giovanni dalla Croce, "Verso l'Oreb"

Potere come fede irrazionale, Amore come fede razionale


«Mentre la fede irrazionale si fonda sulla sottomissione a un potere forte, irresistibile e onnisciente, e nell'abdicazione del proprio potere e della propria forza, la fede razionale si fonda su principi opposti.
Abbiamo fede in un'idea perché è il risultato del nostro spirito di osservazione e del nostro pensiero. Abbiamo fede nella potenzialità degli altri, in noi stessi e nella specie umana perché abbiamo sperimentato lo sviluppo della nostra potenzialità, la forza del nostro potere di ragione e d'amore.
La base per la fede razionale è la produttività; vivere secondo questa fede significa vivere produttivamente. Ne deriva che credere nel potere (in senso di dominio) e nell'uso del potere è il contrario della fede. Credere nei poteri che esistono significa non credere nelle potenzialità che non sono ancora state realizzate. E' una visione errata delle potenzialità e dello sviluppo umano. Non c'è fede razionale nel potere. C'è sottomissione in chi lo subisce e desiderio di conservarlo in coloro che lo detengono. (...)
Aver fede richiede coraggio, capacità di correre un rischio e di accettare perfino il dolore e la delusione. Chiunque insista sulla sicurezza e sulla forza come mezzi principali non può aver fede; chiunque si rinchiuda in un sistema di difesa, in cui distacco e possesso siano i suoi mezzi di sicurezza, si rende prigioniero. Amare ed essere amati significa aver coraggio di giudicare certi valori e di aver fede in essi.
Questo coraggio è diverso da quello di cui il famoso millantatore Mussolini parlò usando lo slogan "vivere pericolosamente". Il suo tipo di coraggio è il coraggio del nichilismo. E' basato su un atteggiamento distruttivo nei riguardi della vita, sulla volontà di respingere la vita perché si è incapaci di amarla. Il coraggio della disperazione è l'opposto del coraggio dell'amore, così come la fede nel potere è l'opposto della fede nella vita.
Esiste una pratica riguardo alla fede e al coraggio? In verità la fede può essere praticata in ogni momento della vita. Ci vuole fede per allevare un bambino; ci vuol fede per prender sonno; ci vuol fede per cominciare qualunque lavoro. Ma tutti noi siamo avvezzi ad avere tale genere di fede. Chiunque l'abbia soffre di ansia per il proprio bambino, o d'insonnia, o dell'incapacità di fare qualsiasi genere di lavoro produttivo, oppure è sospettoso, non sa avvicinarsi al prossimo, o è ipocondriaco, o incapace di fare piani per il futuro. (...)
Accettare le difficoltà, le avversità e i dolori della vita come una sfida, superare la quale ci rende più forti, invece che come una punizione ingiusta, richiede fede e coraggio.
La pratica della fede e del coraggio comincia con i piccoli particolari della vita quotidiana.
Il primo passo è quello di notare come e perché si perde la fede, di spiegare le ragioni con cui si giustifica tale perdita, di riconoscere se ci si è comportati da vigliacchi e perché. Riconoscere come ogni tradimento indebolisca e come la crescente debolezza porti a nuovi tradimenti, in una catena senza fine.
Allora si riconoscerà anche che mentre si è coscientemente timorosi di non essere amati, il vero, sebbene inconscio timore, è quello di amare.
Amare significa affidarsi completamente, incondizionatamente, nella speranza che il nostro amore desterà amore nella persona amata. Amare è un atto di fede, e chiunque abbia poca fede, avrà anche poco amore».

da Erich Fromm, L'arte di amare, 1956

 
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