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Amor concupiscientiae - amor benivolentiae
Scritto da Administrator   
sabato 30 settembre 2006 07:00

Incontro del 30-09-06 organizzato da Alessandro, Niccolò e Matteo

Amore e Psiche - Canova

Introduzione

"Ci siamo imbattuti nelle due parole fondamentali: Eros come termine per significare l' amore 'mondano' e Agape come espressione per l' amore fondato sulla fede e da essa plasmato. Le due concezioni vengono spesso contrapposte come amore 'ascendente' e amore 'discendente'... L' Agape che è l' espressione caratteristica per la concezione biblica dell' amore. In opposizione all' amore indeterminato e ancora in ricerca, questo vocabolo esprime l' esperienza dell' amore che diventa ora veramente scoperta dell' altro, superando il carattere egoistico prima chiaramente dominante. Adesso l' amore diventa cura dell' altro e per l' altro. Non cerca più se stesso, l' immersione nell' ebbrezza della felicità; cerca invece il bene dell' amato: diventa rinuncia, è pronto al sacrificio, anzi lo cerca. In realtà Eros e Agape (amore ascendente e amore discendente) non si lasciano mai separare completamente l' uno dall' altro. Quanto più ambedue, pur in dimensioni diverse, trovano la giusta unità nell' unica realtà dell' amore, tanto più si realizza la vera natura dell' amore in genere. Anche se l' Eros inizialmente è soprattutto bramoso, ascendente - fascinazione per la grande promessa di felicità- nell' avvicinarsi poi all' altro si porrà sempre meno domande su di sè, cercherà sempre di più la felicità dell' altro, si preoccuperà sempre più di lui, si donerà e desidererà 'esserci per' l' altro. Così il momento dell' Agape si inserisce in esso; altrimenti l' Eros decade e perde anche la sua stessa natura."
da "Deus caritas est" di Benedetto XVI
Siamo in piena crisi della capacità di amare, anche quando vorremmo amare. Eppure si sente sempre parlare dell'amore, ma che vuol dire amare ? Cerchiamo di affrontare in profondità il problema dell'amore. Fromm nel libro "L'arte di amare" dice che l'amore è un'arte, quindi per impararla c'è bisogno di allenamento, di impegno, di pazienza. Invece gli esseri umani sono persuasi che, così come si cresce, così automaticamente si diventa capaci di amare. Questa opinione è basata su tre pregiudizi.
PRIMO PREGIUDIZIO : "La maggior parte della gente ritiene che amore significhi essere amati, anziché amare, di conseguenza per loro il problema è come farsi amare". Dunque noi non poniamo l'accento sullo sforzo attivo che dobbiamo fare per amare una persona, ma come farci amare, ovvero ci preoccupiamo di renderci attraenti, cioè belli, ricchi, intelligenti. Invece dovremmo sviluppare, per renderci "amabili", la fiducia, il coraggio, la disponibilità profonda, che sono tutte facoltà che ci predispongono all'incontro con l'altro.
SECONDO PREGIUDIZIO : la supposizione che amare sia un problema di trovare la "persona giusta". Tutta la preoccupazione e l'attenzione è spostata fuori di noi, nella persona da amare o da cui essere amati. Non pensiamo affatto che dobbiamo sviluppare invece la "nostra" capacità di amare.
TERZO PREGIUDIZIO : dice Fromm che tra due persone esiste, prima che si incontrino, un mistero, che è dato dalla personalità dell'altro, che noi non conosciamo, e che desideriamo conoscere e penetrare. Molte volte si scambia per amore questo desiderio di penetrare in un'altra persona. Quindi l'innamoramento sarebbe l'incontro con un'altra persona che ci attrae per motivi che spesso noi non conosciamo a livello cosciente e che noi vogliamo penetrare e possedere. Nel momento in cui avviene questo incontro, noi siamo "innamorati". Ma nella misura in cui noi entriamo in questo mistero della persona prima sconosciuta, questa stessa persona finisce di essere interessante per noi e finisce anche l'innamoramento.
Dunque abbiamo questa differenza tra innamorarsi e amare : il rapporto di amore, quando è conseguenza di tutto uno sviluppo e di tutta una maturazione della personalità, è un rapporto che tende a restare duraturo. L'amore maturo preserva l'integrità e l'autonomia personale di ogni partner, non annulla un partner a beneficio dell'altro, ma consente a ciascuno dei due di sentirsi realizzato nelle sue potenzialità, rispettato nelle sue esigenze. Invece l'unione simbiotica non rispetta l'integrità e l'individualità di ogni partner, ma è sempre una tensione a rendere prigioniero l'altro, a togliergli la libertà, o mettere l'altro in uno stato di continua totale dipendenza.
Da "Lezione sull' amore" di Graziella Maria Lopez, psicologa

Spunti di riflessione

- Nelle tue relazioni, Eros- Agape (oppure innamoramento- amore) sono fonte di conflitto o riescono ad integrarsi fra loro?
- Quale criterio usi per valutare le tue relazioni? Quale importanza assumono la tua auto-soddisfazione, la ricerca del consenso, l' appagamento del tuo desiderio, e quanto contano invece il compiacimento e la realizzazione dell' altro?
- Nelle tue relazioni d' amore ti chiedi più come piacere all'altro o come donarti a lui?
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- Padre Nostro
 
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